Progetti
2022
Villa Covoni – Fiesole
Fiesole
Villa Covoni – Fiesole
Fiesole
2022
CLIENTBSS SPV 3 S.r.l.
COLLABORATORSMPC design srl
TYPEIncarico privato
SIZE3.500 m²
PROGRAMResidenziale/Restauro
STATUSPFTE
Villa Covoni – Fiesole
Fiesole
2022
CLIENTBSS SPV 3 S.r.l.
COLLABORATORSMPC design srl
TYPEIncarico privato
SIZE3.500 m²
PROGRAMResidenziale/Restauro
STATUSPFTE

Se l’involucro esterno di Villa Covoni conserva intatta la solennità geometrica e la stratificazione materica imposta dalla sua storia settecentesca, il progetto di interior design ne scardina la rigida compartimentazione originaria per assecondare le istanze dell’abitare contemporaneo. La sfida distributiva si risolve in un raffinato esercizio di micro-urbanistica interna, capace di coniugare la monumentalità dei volumi con una spiccata flessibilità funzionale. Il fulcro generatore dello spazio privato è un generoso e monumentale open-space centrale, concepito come un grande vuoto fluido che accoglie, senza soluzione di continuità, le funzioni speculari del living e della kitchen.

Questo ambiente pubblico domestico è caratterizzato da proporzioni aeree e da una pulizia formale assoluta, dove gli arredi fissi diventano elementi tettonici e le zone funzionali sono definite non da pareti, ma da variazioni di luce e materiali. A fare da contrappunto a questa spina centrale collettiva si sviluppano, disposte in modo rigorosamente simmetrico su entrambi i lati dell’asse principale, le zone notte e i relativi servizi igienici dedicati. Questa configurazione a «satellite» garantisce un’eccellente autonomia funzionale e una totale privacy per gli occupanti, isolando acusticamente e visivamente le camere da letto dal nucleo vibrante dell’area giorno.

L’autentico fulcro concettuale del progetto risiede tuttavia nella gestione delle transizioni visive e nel superamento del limite murario. Il massimo comfort abitativo non viene perseguito soltanto attraverso le prestazioni tecnologiche degli impianti, ma viene ridefinito attraverso una poetica della trasparenza. La cortina muraria tradizionale si dissolve per lasciare spazio a grandi aperture vetrate a tutta altezza, che si configurano come veri e propri dispositivi ottici di mediazione paesaggistica.

Queste ampie superfici trasparenti non esauriscono il proprio compito nel garantire un apporto ottimale e zenitale di illuminazione naturale: esse agiscono come catalizzatori visivi, annullando la soglia fisica tra l’ambiente indoor e lo scenario outdoor. Attraverso questo diaframma invisibile, il paesaggio mitico delle colline fiesolane, i filari di vigneti a nord e lo skyline rinascimentale a sud penetrano prepotentemente all’interno dello spazio domestico. La natura circostante cessa di essere un mero sfondo contemplativo per trasformarsi in un materiale da costruzione a tutti gli effetti, una parete mutante che varia le proprie tonalità cromatiche con il mutare delle stagioni, dettando il ritmo emotivo della vita all’interno della villa.
2022 - in progress
Impianto sportivo indoor – Catanzaro
Catanzaro
Impianto sportivo indoor – Catanzaro
Catanzaro
2022 - in progress
CLIENTComune di Catanzaro
COLLABORATORSMPC design srl
TYPEIncarico pubblico, dal preliminare al progetto esecutivo, DL
PROGRAMImpianti sportivi outdoor, spazi verdi / Nuova costruzione
STATUSIn costruzione
Impianto sportivo indoor – Catanzaro
Catanzaro
2022 - in progress
CLIENTComune di Catanzaro
COLLABORATORSMPC design srl
TYPEIncarico pubblico, dal preliminare al progetto esecutivo, DL
PROGRAMImpianti sportivi outdoor, spazi verdi / Nuova costruzione
STATUSIn costruzione

Il Corvo è un quartiere periferico situato nella zona sud di Catanzaro che conta circa 3.600 abitanti. Nato prevalentemente a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta come area destinata all'edilizia residenziale pubblica, ha condiviso a lungo il destino e le dinamiche tipiche dei quartieri dormitorio, affrontando sfide complesse legate al degrado urbano e alla carenza di servizi essenziali.

Geograficamente, la zona si sviluppa nella vallata meridionale della città: confina a nord con l'area di Santa Maria, a sud con il rione Fortuna ed è delimitata a est dal torrente Fiumarella, che la separa dal vicino comparto dell'Aranceto.

Negli ultimi anni l'immagine del quartiere è legata a una forte spinta al cambiamento. Il Corvo è infatti il fulcro di «Catanzaro RIGENERA», un programma di rigenerazione urbana sviluppato dal Comune in collaborazione con ENEA. Il piano mira a trasformare l'area attraverso interventi mirati: L'efficientamento energetico delle palazzine popolari, volto a ridurre i consumi e migliorare la qualità della vita dei residenti. Il potenziamento dei trasporti, per integrare al meglio la zona con la rete della metropolitana leggera cittadina.n- Il recupero delle aree verdi e la creazione di nuovi spazi sociali per stimolare l'inclusione, la sicurezza e la nascita di un tessuto comunitario solido, superando l'isolamento della periferia.

Sulla scia di questo rinnovamento, nel 2021 il Comune di Catanzaro ha intercettato i fondi del PNRR per avviare la riqualificazione del quadrante sportivo del quartiere. L'obiettivo era potenziare l'offerta del preesistente Palacorvo con una nuova struttura polivalente, pensata non per l'agonismo, ma per le attività ludiche, la socialità e l'aggregazione.

Si tratta di un tema fondamentale per il quartiere. Negli ultimi decenni, la scarsa presenza dello Stato ha deteriorato i rapporti tra le diverse comunità, a discapito di una sana integrazione intergenerazionale. Il nuovo centro sportivo nasce quindi per ricucire questa frattura, offrendo un luogo di incontro protetto e accessibile a tutti, simbolo di un'idea di sport radicata nelle esigenze reali della comunità.

Per garantire la massima inclusività, l'offerta sportiva è stata diversificata per intercettare interessi differenti: Un campo misto basket/pallavolo, Un campo da padel, Un ring dedicato alle arti marziali. Questa selezione punta a innescare un meccanismo virtuoso — un vero e proprio «match» — che scatta quando un cittadino si innamora di una disciplina e la integra nella propria vita. Più che un semplice centro sportivo, la struttura è concepita come una piazza cittadina al coperto: uno spazio protetto dove sviluppare relazioni, condividere esperienze e promuovere l'educazione all'inclusività.

Dal punto di vista architettonico, l'edificio esprime un linguaggio essenziale e rigoroso. Un peristilio di pilastri sottili delinea un portico quadrato di 37 metri di lato che racchiude e protegge il corpo di fabbrica.

L'involucro si distingue per l'uso strategico dei materiali e della luce, sia naturale che artificiale. Il basamento in policarbonato, materiale traslucido, permette alla luce naturale di diffondersi all'interno della sala in modo controllato, garantendo un'illuminazione ottimale senza compromettere l'equilibrio energetico dell'edificio.

La facciata e il tetto in metallo bianco rispondono a un preciso indirizzo bioclimatico. La lamiera ondulata bianca consente all'edificio di comportarsi come una scatola riflettente, reagendo proattivamente all'irraggiamento solare. Durante le ore più calde il portico e le superfici riflettono gran parte delle radiazioni, proteggendo gli interni; all'alba e al tramonto la struttura accoglie la luce, trasformandola in giochi di ombre e chiaroscuri.

All'interno, la struttura si presenta come una grande piazza coperta quadrata di 33 metri di lato. Le funzioni sportive sono distribuite senza soluzione di continuità, pur rispettando le distanze necessarie tra i vari campi. Al centro, la pallavolo e il basket fondono i propri spazi di gioco, mentre il padel e le arti marziali completano il quadro delle attività.

Il blocco degli spogliatoi si presenta come un volume scarno di colore scuro: una scelta cromatica che ne denuncia la presenza funzionale senza appesantire l'estetica essenziale e minimalista degli interni, dove tutto è focalizzato sulla praticità del sistema.

Il progetto è stato realizzato con un budget molto contenuto, un vincolo economico ottimizzato con soluzioni intelligenti sia dentro che fuori dall'edificio. Negli spazi esterni, il disegno dei percorsi pavimentati necessari a garantire la piena accessibilità è stato studiato con attenzione, mentre la restante area è stata volutamente affidata alla macchia mediterranea spontanea. Grazie alla latitudine e alla vicinanza del mare, la natura si riappropria rapidamente dello spazio, offrendo ai residenti un paesaggio autentico e mutevole, senza costi aggiuntivi di manutenzione.




















2021 - in progress
Parco Urbano di Sorgane – Bagno a Ripoli
Bagno a Riopoli
Parco Urbano di Sorgane – Bagno a Ripoli
Bagno a Riopoli
2021 - in progress
CLIENTComune di Bagno a Riopoli
TYPEIncarico pubblico, dal preliminare al progetto esecutivo, DL
SIZE89.000 m²
PROGRAMSpazi pubblici, ristorante, biblioteca, scuola/ Restauro del paesaggio
STATUSIn costruzione
Parco Urbano di Sorgane – Bagno a Ripoli
Bagno a Riopoli
2021 - in progress
CLIENTComune di Bagno a Riopoli
TYPEIncarico pubblico, dal preliminare al progetto esecutivo, DL
SIZE89.000 m²
PROGRAMSpazi pubblici, ristorante, biblioteca, scuola/ Restauro del paesaggio
STATUSIn costruzione

La metamorfosi del nuovo Parco Urbano di Sorgane non è semplicemente la cronaca di un’opera pubblica giunta a compimento nella primavera del 2026; è il racconto di una lunga e lungimirante avventura urbanistica, avviata dal Comune di Bagno a Ripoli nel 2021. Al centro dell’intervento vi è l’intuizione di convertire un’estensione di ben 90.000 metri quadrati di terreno privato in un parco pubblico attrezzato. Un’operazione che si iscrive in una visione politica e culturale più ampia: la riappropriazione del verde non come lusso decorativo, bensì come bene primario, accessibile alla collettività.

In un’epoca segnata dal consumo di suolo, l’amministrazione ha saputo guardare al terreno non antropizzato come a una sfera di beni preziosi da custodire. L’approccio si modella sul binomio tra benessere del paesaggio e benessere della società. Il “vivere bene” e il “vivere insieme” presuppongono uno spazio autenticamente aperto a tutti: accessibile, inclusivo e permeabile.

Dal punto di vista morfologico e ambientale, l’area d’intervento si presentava originariamente come un frammento di fitta boscaglia. La presenza di maestosi alberi d’alto fusto, in condizioni di salute eccezionali, è il risultato di una particolare combinazione bioclimatica: un microclima locale favorevole e una ricca presenza di acque superficiali. Il sito si configura come un brano di collina dolce, con una topografia che custodisce una fonte d’acqua sulla sommità e degrada a valle in una zona umida. Questo ecosistema ospita specie botaniche tipiche, un boschetto spontaneo di olmi e una varietà di alberi da frutto, ulivi e arbusti autoctoni.

Il progetto di architettura del paesaggio nasce dalla duplice volontà di preservare questa oasi naturale e di innestarvi un nuovo spazio pubblico dedicato all’aggregazione, all’attività fisica, all’arte e al tempo libero. Per dare forma a questa visione, i progettisti si sono lasciati guidare da tre temi metodologici.

Il primo tema, asse portante dell’intero masterplan, rimette al centro la biodiversità esistente. L’azione progettuale non si esprime attraverso una trasformazione impositiva, ma mediante un approccio sottrattivo e conservativo: vengono eliminate soltanto le piante infestanti e potenzialmente dannose per l’equilibrio dell’ecosistema. Parallelamente, le specie censite sono collocate nelle condizioni microambientali ottimali, favorendone lo sviluppo spontaneo all’interno del parco.

La seconda linea guida riguarda la memoria storica del luogo, recuperata attraverso un’attenta analisi archeologico-ambientale dei vecchi tracciati agricoli e dei fossi originari per la gestione delle acque piovane e irrigue. Il recupero di questi antichi segni sul territorio è stato tradotto in percorsi pedonali realizzati in stabilizzato di cava, una soluzione materica a basso impatto e drenante.

Il disegno dei camminamenti è contenuto da piatti in acciaio corten, una scelta formale che delimita lo spazio con rigore geometrico. Per l’illuminazione notturna sono previsti paletti luminosi di altezza contenuta, capaci di garantire una luce soffusa e diffusa a terra, evitando l’inquinamento luminoso e l’interferenza visiva con le fronde degli alberi.

Il terzo tema rappresenta il motore identitario del progetto: un percorso esplorativo sinuoso che attraversa la macchia boschiva, offrendo ai visitatori aree di sosta e stazioni per l’esercizio fisico. L’elemento chiave è una passerella in legno lunga circa 800 metri, sollevata di 30 centimetri dal suolo. Questa quota risponde a un’istanza ecologica precisa: permette alla piccola fauna locale di continuare a muoversi liberamente all’interno del parco, senza barriere fisiche.

L’infrastruttura lignea è concepita come un sistema dinamico che, in due punti, aumenta la propria quota e si solleva dal terreno per dare vita a due padiglioni architettonici. Le strutture ospiteranno una caffetteria-ristorante e una biblioteca specialistica per bambini: due servizi polifunzionali previsti per la successiva fase di sviluppo del parco, completando un disegno urbano in cui architettura, natura e comunità condividono un unico paesaggio.



















2026 - in progress
Ex Macelli – Empoli
Empoli
Ex Macelli – Empoli
Empoli
2026 - in progress
CLIENTcomune di Empoli
TYPEIncarico pubblico
PROGRAMCommerciale-artigianale- spazi pubblici/Restauro
STATUSIn progress
Ex Macelli – Empoli
Empoli
2026 - in progress
CLIENTcomune di Empoli
TYPEIncarico pubblico
PROGRAMCommerciale-artigianale- spazi pubblici/Restauro
STATUSIn progress

Il progetto di restauro e rifunzionalizzazione degli ex macelli di Empoli nasce con l’obiettivo di restituire alla città un complesso storico di grande valore identitario, trasformandolo in un centro polifunzionale contemporaneo capace di coniugare memoria, innovazione e sostenibilità.

L’intervento si fonda su un principio chiaro: conservare l’identità architettonica originaria reinterpretandola in chiave attuale. Le strutture esistenti – caratterizzate da ampie campate, murature storiche e volumi industriali – vengono recuperate attraverso un restauro conservativo che valorizza materiali e segni del tempo, integrando nuovi elementi architettonici riconoscibili ma armonici. L’obiettivo non è solo riqualificare un edificio, ma generare un nuovo polo urbano capace di attivare relazioni sociali, economie locali e nuove forme di fruizione dello spazio pubblico.

Il nuovo centro polifunzionale si articola in diverse aree complementari, destinate alla ristorazione, all’artigianato, al benessere e alla fruizione collettiva degli spazi aperti.

Spazi dedicati alla ristorazione e alla vendita di prodotti enogastronomici locali, con particolare attenzione alle filiere corte e alle eccellenze del territorio empolese. Laboratori a vista, cucine condivise e aree degustazione rendono il complesso un luogo esperienziale, oltre che commerciale.

Botteghe e atelier destinati ad artigiani, designer e produttori locali. Gli spazi sono concepiti come ambienti flessibili, in grado di ospitare sia attività permanenti sia esposizioni temporanee, workshop e mercati tematici.

Ambienti dedicati al benessere e alla cura del corpo – come studi olistici, spazi per trattamenti e piccole palestre per discipline dolci – integrati in un contesto architettonico che favorisce comfort, luce naturale e qualità ambientale.

Cuore verde del progetto, l’urban garden rappresenta uno spazio aperto e condiviso, pensato come elemento di connessione tra interno ed esterno. Orti urbani, aree relax e piccoli spazi per eventi all’aperto trasformano la corte degli ex macelli in un luogo vivo e inclusivo. Il giardino svolge anche una funzione ambientale: incremento delle superfici permeabili, mitigazione climatica e valorizzazione della biodiversità urbana.

Il progetto integra strategie di sostenibilità ambientale: riuso delle strutture esistenti per ridurre il consumo di suolo; miglioramento delle prestazioni energetiche con impianti ad alta efficienza; utilizzo di materiali naturali e riciclabili; sistemi di raccolta e riutilizzo delle acque meteoriche per l’irrigazione dell’urban garden. La mobilità dolce è incentivata attraverso percorsi pedonali e ciclabili, connettendo il complesso al tessuto urbano circostante.

La rifunzionalizzazione degli ex macelli si configura come un’operazione di rigenerazione urbana strategica: un luogo un tempo marginale torna a essere centralità urbana, favorendo l’incontro tra generazioni e promuovendo economie locali sostenibili. Il nuovo centro polifunzionale non è solo uno spazio commerciale, ma una piattaforma urbana aperta e dinamica, capace di rafforzare il senso di comunità e di offrire a Empoli un nuovo polo attrattivo fondato su qualità, identità e innovazione.









2025
Residenze Carota – Bagno a Ripoli
Bagno a Ripoli
Residenze Carota – Bagno a Ripoli
Bagno a Ripoli
2025
CLIENTTravelli S.r.l.
TYPEIncarico privato
SIZE500 m²
PROGRAMResidenziale/Nuova costruzione
STATUSIn costruzione
Residenze Carota – Bagno a Ripoli
Bagno a Ripoli
2025
CLIENTTravelli S.r.l.
TYPEIncarico privato
SIZE500 m²
PROGRAMResidenziale/Nuova costruzione
STATUSIn costruzione

L’intervento si inserisce in un contesto paesaggistico di notevole pregio, con l’intento di ricucire il dialogo tra architettura e territorio rurale. Lungi dal porsi come elemento di rottura, il progetto nasce da un’attenta lettura del sito e adotta un approccio metodologico mutuato dal restauro del paesaggio. L’obiettivo non è la semplice conservazione, ma la valorizzazione attiva delle preesistenze naturalistiche e delle matrici agricole storiche che definiscono l’identità del luogo.

Sotto il profilo botanico e ambientale, l’intervento si sviluppa secondo un criterio filologico rigoroso. Il progetto del verde non introduce elementi estranei, ma prevede la rimozione delle alberature non autoctone e invasive, privilegiando il recupero e la valorizzazione delle essenze tipiche della flora locale. Attraverso questa operazione di bonifica e riscrittura vegetale, il disegno del giardino ripristina la trama arborea originaria del contesto agrario, trasformando lo spazio aperto in un’estensione naturale della campagna circostante.

Dal punto di vista architettonico, l’operazione si configura come un intervento di ristrutturazione edilizia di tipo ricostruttivo. Il processo prevede la demolizione di due corpi di fabbrica preesistenti, ormai privi di qualità spaziale o strutturale, e la successiva edificazione di due nuovi volumi morfologicamente distinti.

Il processo creativo si alimenta dello studio dei caratteri tipologici e formali dell’architettura spontanea e dei complessi rurali dell’area di riferimento. I nuovi manufatti non mimano pedissequamente il passato, ma ne assorbono i codici geometrici, le proporzioni e i ritmi compositivi. Gli elementi ricorrenti del linguaggio locale — come la pendenza delle coperture, il ritmo delle bucature e la scelta dei materiali tradizionali — vengono reinterpretati in chiave contemporanea. Questo equilibrio tra memoria e innovazione garantisce un inserimento architettonico armonioso, capace di far risuonare i nuovi volumi all’interno del paesaggio rurale.

La transizione verso l’interno rivela una progettazione orientata al comfort abitativo e alla flessibilità spaziale. La distribuzione planimetrica delle unità immobiliari supera la rigida divisione degli ambienti rurali tradizionali a favore di una fluidità contemporanea. Il cuore dell’abitazione è rappresentato da un ampio open space centrale, che accoglie senza soluzione di continuità le funzioni del living e della cucina. Ai lati di questa spina centrale, secondo un impianto planimetrico razionale e simmetrico, si sviluppano le zone notte, complete dei relativi servizi igienici dedicati. Questa configurazione garantisce autonomia funzionale e privacy per gli occupanti.

Il tratto distintivo dell’intero progetto è il rapporto visivo costante con la natura. La chiusura opaca dell’involucro edilizio si dissolve in corrispondenza di grandi aperture vetrate a tutta altezza. Queste trasparenze non svolgono soltanto la funzione di apporto di luce zenitale e naturale, ma agiscono come dispositivi ottici: incorniciano il paesaggio, attenuano il limite fisico tra indoor e outdoor e consentono alle variazioni cromatiche della campagna stagionale di entrare nello spazio domestico.
2024 - in progress
Piazza Matteotti – Empoli
Empoli
Piazza Matteotti – Empoli
Empoli
2024 - in progress
CLIENTComune di Empoli
TYPEIncarico Pubblico
SIZE16.000 m²
PROGRAMSpazi pubblici, bar
STATUSIn progress
Piazza Matteotti – Empoli
Empoli
2024 - in progress
CLIENTComune di Empoli
TYPEIncarico Pubblico
SIZE16.000 m²
PROGRAMSpazi pubblici, bar
STATUSIn progress

Riqualificazione urbana di Piazza Matteotti: accessibilità, verde e nuovi spazi pubblicinIl progetto di riqualificazione di Piazza Matteotti a Empoli nasce con l’obiettivo di restituirle un ruolo centrale nella vita quotidiana della città, valorizzandone il disegno originario e migliorandone in modo significativo accessibilità, sicurezza e inclusività.

L’intervento si concentra soprattutto sulla parte centrale della piazza, mantenendo l’anello pedonale perimetrale e prevedendo interventi contenuti sulle pavimentazioni storiche, così da conservarne il carattere identitario. Le aiuole marginali e centrali vengono regolarizzate, eliminando quelle frammentate, per ottenere grandi superfici verdi continue e una maggiore leggibilità dello spazio, accompagnata da percorsi pedonali ordinati lungo gli assi principali.

Sono previste aree gioco accessibili e sicure, una nuova fontana scenografica con giochi d’acqua e un padiglione centrale che ospiterà un bar e i servizi igienici pubblici, contribuendo alla vitalità e al presidio della piazza. Il progetto introduce inoltre nuovi arredi urbani e sedute pensate per favorire l’incontro e la socialità, insieme a un sistema di illuminazione e videosorveglianza più efficiente.

Particolare attenzione è dedicata al verde, con l’utilizzo di specie resistenti e a bassa manutenzione e la realizzazione di un giardino terapeutico sensoriale. Nel complesso, la riqualificazione punta a rendere la piazza più funzionale, accogliente e sostenibile, rafforzandone l’identità storica e paesaggistica e migliorandone la qualità urbana.
Cantiere Vallina
Cantiere Vallina
Cantiere Vallina






2023
Residenze Converciano – Firenze
Firenze
Residenze Converciano – Firenze
Firenze
2023
CLIENTD’Annunzio S.r.l.
TYPEIncarico Privato
PROGRAMResidenziale/Nuova costruzione
STATUSIn progress
Residenze Converciano – Firenze
Firenze
2023
CLIENTD’Annunzio S.r.l.
TYPEIncarico Privato
PROGRAMResidenziale/Nuova costruzione
STATUSIn progress








2023 - in progress
Scuola Carducci – Empoli
Empoli
Scuola Carducci – Empoli
Empoli
2023 - in progress
CLIENTComune di Empoli
TYPEIncarico pubblico, dal preliminare al progetto esecutivo
SIZE3.000 m²
PROGRAMScuola primaria, due sezioni, spazi aperti attrezzati/ Nuova costruzione
STATUSProgetto esecutivo approvato
Scuola Carducci – Empoli
Empoli
2023 - in progress
CLIENTComune di Empoli
TYPEIncarico pubblico, dal preliminare al progetto esecutivo
SIZE3.000 m²
PROGRAMScuola primaria, due sezioni, spazi aperti attrezzati/ Nuova costruzione
STATUSProgetto esecutivo approvato

Il progetto per la nuova scuola elementare Carducci interessa un’area pianeggiante a Empoli, tra le vie Carducci e Giusti a sud e via Leopardi a nord, all’interno del plesso scolastico che riunisce l’asilo G. Pascoli e l’edificio dell’attuale scuola primaria G. Carducci. Il complesso si trova in una zona residenziale densamente popolata, sviluppatasi dal secondo dopoguerra, in prossimità del centro storico.

Il progetto nasce dalla prevista demolizione dell’attuale scuola, ormai obsoleta sotto il profilo impiantistico e strutturale e non più adeguata alle esigenze formative. L’obiettivo è realizzare un edificio in grado di rispondere alla mutata sensibilità collettiva, rispettare le normative vigenti e offrire una nuova organizzazione degli spazi per la didattica.

Il nuovo edificio scolastico instaura un dialogo compositivo con il vicino asilo Pascoli, adottando soluzioni architettoniche e materiche che consentono un inserimento coerente nel contesto. Si configura così un plesso unitario, senza ricorrere a una continuità formale diretta tra le due costruzioni, capace di rispondere alle esigenze espresse dalla Pubblica Amministrazione.

Il nuovo organismo edilizio, con una superficie edificata complessiva di circa 1.683,4 m², si articola su due piani fuori terra. Un portico perimetrale caratterizza la composizione e costituisce un elemento di filtro tra il volume e le aree esterne. La sua forma strombata favorisce l’ingresso della luce naturale, contribuendo a garantire un’illuminazione omogenea e adeguata alle funzioni scolastiche.

L’organizzazione distributiva privilegia la flessibilità dell’edificio: elementi mobili e grandi vetrate consentono molteplici configurazioni spaziali. Il progetto considera anche le future trasformazioni delle attività didattiche e delle esigenze della collettività, con l’obiettivo di realizzare spazi capaci di adattarsi nel tempo a differenti modalità d’uso.
2021-2023
Gallerie Santa Maria Novella – Firenze
Firenze
Gallerie Santa Maria Novella – Firenze
Firenze
2021-2023
CLIENTAD street rent s.r.l. Real Media s.r.l. Tenants Comune di Firenze
TYPEIncarico pubblico/privato, progettazio- ne dalla prel. all’esecutiva + DL
SIZE2.000 mq
PROGRAMCommerciale, spazi pubblici/ Restauro del paesaggio Urbano
STATUSCompletato
Gallerie Santa Maria Novella – Firenze
Firenze
2021-2023
CLIENTAD street rent s.r.l. Real Media s.r.l. Tenants Comune di Firenze
TYPEIncarico pubblico/privato, progettazio- ne dalla prel. all’esecutiva + DL
SIZE2.000 mq
PROGRAMCommerciale, spazi pubblici/ Restauro del paesaggio Urbano
STATUSCompletato

Il progetto di riqualificazione delle gallerie commerciali di Santa Maria Novella a Firenze ha previsto il completo rinnovamento degli elementi architettonici e impiantistici dei sottopassi. L’intervento ha restituito una nuova identità a uno spazio storico di attraversamento, trasformandolo in un luogo capace di accogliere servizi, attività commerciali e occasioni di incontro.

La struttura originaria, costruita tra il 1963 e il 1965, è stata completamente riportata a nudo attraverso una complessa operazione di rimozione delle finiture e degli impianti esistenti. Questo processo ha evidenziato, oltre alle carenze impiantistiche, la necessità di riqualificare anche il cemento armato.

Il progetto ha riguardato il rifacimento integrale degli impianti: dal sistema di smaltimento delle acque reflue al riscaldamento e raffrescamento, fino al ricambio dell’aria primaria e all’estrazione di fumi e calore. Un intervento radicale, sviluppato secondo un approccio di riprogettazione complessiva dello spazio.

Uno degli obiettivi principali è stato trasformare spazi tradizionalmente destinati al transito in luoghi di aggregazione e condivisione, capaci di ospitare attività differenti e tempi di utilizzo diversi. Le gallerie tornano così a essere una porta di accesso alla città, un collegamento tra la stazione e il centro storico di Firenze.

Il progetto interpreta le differenti velocità di chi attraversa gli ambienti: dai viaggiatori che si muovono rapidamente verso il treno a chi può fermarsi per acquistare, osservare o vivere lo spazio pubblico. Otto tenant, tra cui Starbucks, Miniso e Grom, hanno partecipato alla nuova configurazione commerciale. L’offerta comprende inoltre servizi come Iliad e Bottega Verde, accanto ad attività gastronomiche e di intrattenimento.

Tra gli elementi più riconoscibili del progetto si distingue il tunnel LED wall immersivo: un percorso di venticinque metri in cui video e suono costruiscono un’esperienza di attraversamento tra arte digitale e intrattenimento. Il tunnel accompagna l’accesso da e verso il centro UNESCO, reinterpretando uno spazio di passaggio come luogo di percezione e scoperta.

La pavimentazione in resina grigia è concepita come una superficie neutra sulla quale linee, curve e indicazioni scritte orientano i percorsi verso le diverse direzioni del centro storico. Decorazioni ispirate al giglio fiorentino arricchiscono il tragitto e introducono un riferimento riconoscibile all’identità della città.

Per le vetrine dei negozi è stata adottata una soluzione che prevede il cristallo come unico materiale visibile, accentuando la permeabilità visiva degli interni e riducendo la percezione del serramento.










2018 - 2022
Fortini Green Village – Firenze
Firenze
Fortini Green Village – Firenze
Firenze
2018 - 2022
CLIENTFortini società cooperativa
COLLABORATORSGervasi s.p.a.
SIZE10.000 m² area 2.000 m² superficie edificata
PROGRAMHousing/Nuova costruzione+ Restauro
STATUSCompletato
Fortini Green Village – Firenze
Firenze
2018 - 2022
CLIENTFortini società cooperativa
COLLABORATORSGervasi s.p.a.
SIZE10.000 m² area 2.000 m² superficie edificata
PROGRAMHousing/Nuova costruzione+ Restauro
STATUSCompletato

Una nuova comunità residenziale tra architettura, memoria industriale e paesaggionCome nasce una comunità? Più che rispondere in poche righe, il progetto Fortini Green Village racconta come attorno all'architettura si sia formato un insieme di persone e famiglie, che gradualmente si sono riconosciute in un'identità condivisa. Attraverso un percorso comune, gli architetti e le diverse anime di una committenza multiforme e multiculturale hanno dato vita a una comunità: dai primi rendering e modelli, attraverso il cantiere e le sue difficoltà, fino alle case effettivamente abitate.

Se spesso il rapporto tra progettisti, impresa e promotori si esaurisce nella costruzione e commercializzazione delle unità residenziali, in questo intervento il rapporto con gli abitanti è proseguito oltre la consegna. È nato un patto di fiducia, in cui chi vive gli spazi ne custodisce e trasforma quotidianamente la storia.

L'idea nasce grazie a una delle schede di trasformazione urbanistica del Comune di Firenze, relativa a un'area industriale immersa nelle colline della zona sud della città, al confine con Bagno a Ripoli e Grassina. Un'ex fabbrica di tessuti in seta, dismessa dal 2004, era destinata a diventare un complesso residenziale inserito tra il verde delle colline e il raccordo autostradale proveniente dal casello di Firenze Sud e diretto ai viali di circonvallazione.

Il contesto paesaggistico, tra i più pregiati dell'area fiorentina, si collega progressivamente al Chianti attraverso colline dolci, nuclei storici ed edifici manifatturieri, in una sfumatura continua tra campagna e città. L'architettura progettata è diventata gradualmente materia, passando dai disegni ai primi scavi di fondazione. La vecchia fabbrica, con i suoi spiccati tratti modernisti, ha cambiato destinazione d'uso: dagli ambienti della manifattura serica, con tintoria, spazi di rappresentanza, mensa e sala per il telaio, a residenze definite e circoscritte.

Il contrasto tra architettura nuova e fabbrica preesistente ha guidato l'intero cantiere: non tanto un contrasto formale, quanto una relazione profonda, radicata nelle origini dell'insediamento. La stessa contraddizione ha consentito all'opera di trovare una nuova identità in tempi relativamente brevi.

L'antica fabbrica mantiene i propri caratteri principali attraverso un intervento rispettoso dell'involucro: la pelle esterna rimane leggera e trasparente, organizzata secondo una griglia razionalista ordinata ed elegante. Viene recuperata la forza originaria del basamento in pietra forte locale, mentre le aperture sono riorganizzate per rispondere alle nuove abitazioni. Lo sbalzo iconico verso sud viene valorizzato e riproposto anche nel prospetto nord.

I nuovi edifici si dispongono intorno alla fabbrica originaria come in un abbraccio. Volumi semplici si accostano e si innestano tra loro, alternando pieni e vuoti. Luce e ombra ne definiscono la scansione; le nuove architetture, caratterizzate da una tridimensionalità marcata, cercano un confronto discreto con il contesto. Le forme sono volutamente essenziali: saranno gli abitanti, i colori, gli arredi e gli elementi della vita quotidiana a completarle.

Queste architetture si legano alla tradizione mediterranea e a un'idea del progetto che non termina con la costruzione, ma trova compimento nelle storie di chi abita gli spazi. Il nuovo complesso rende possibile un rapporto immediato tra la comunità e le abitazioni, lasciando a ciascuno la libertà di trasformare i volumi nella propria casa.

In coerenza con la tradizione costruttiva mediterranea, per le murature portanti dei nuovi volumi è stato scelto il sistema Bio Plus di Paver, ispirato all'opus reticulatum romano. Due paramenti in argilla leca avvolgono il blocco, che integra al proprio interno l'isolamento termico, protetto dagli agenti atmosferici. Il sistema è completato da vuoti destinati al getto in calcestruzzo armato, con armature disposte per formare strutture verticali e diagonali di irrigidimento.

Sul piano energetico, l'impostazione impiantistica è concepita per consentire al complesso di avvicinarsi all'autonomia e, nelle intenzioni progettuali, di costituire una comunità energetica indipendente. Le coperture accolgono una significativa superficie di pannelli fotovoltaici, per i quali è previsto un potenziamento e un collegamento a sistemi di accumulo.

La progettazione del nuovo borgo ha attribuito un ruolo centrale anche agli spazi collettivi. Due piccole piazze, collocate rispettivamente a sud e a nord del complesso, sono attrezzate con sedute e alberature di piccola taglia: luoghi dedicati alla socialità che introducono alle aree a parco.

Nel verde sono state piantate oltre 80 nuove alberature di alto fusto. L'intervento paesaggistico costituisce un investimento per la qualità ambientale e per la vita del villaggio, con l'obiettivo di contribuire nel tempo a compensare parte delle emissioni di CO₂ associate al cantiere e all'utilizzo del complesso.





2020
Stadio Artemio Franchi – Firenze
Firenze
Stadio Artemio Franchi – Firenze
Firenze
2020
CLIENTCittà di Firenze
COLLABORATORSArchea Associati
TYPEConcorso
SIZE250.000 m2 area + 40.000 posti a sedere + 15.000 m2 superficie commerciale
PROGRAMImpianti sportivi, commercio, direzionale, spazi verdi
STATUSQuarto classificato
Stadio Artemio Franchi – Firenze
Firenze
2020
CLIENTCittà di Firenze
COLLABORATORSArchea Associati
TYPEConcorso
SIZE250.000 m2 area + 40.000 posti a sedere + 15.000 m2 superficie commerciale
PROGRAMImpianti sportivi, commercio, direzionale, spazi verdi
STATUSQuarto classificato








2022
Fabbrica Pirelli – Bollate
Bollate (Milano), Italia
Fabbrica Pirelli – Bollate
Bollate (Milano), Italia
2022
CLIENTPirelli
COLLABORATORSMPC design srl
TYPEPrivato, dal preliminare al definitivo
SIZELotto di intervento 10.000 m²; nuova edificazione 200 m²
PROGRAMDirezionale, industriale, spazi verdi attrezzati
STATUSIn corso
Fabbrica Pirelli – Bollate
Bollate (Milano), Italia
2022
CLIENTPirelli
COLLABORATORSMPC design srl
TYPEPrivato, dal preliminare al definitivo
SIZELotto di intervento 10.000 m²; nuova edificazione 200 m²
PROGRAMDirezionale, industriale, spazi verdi attrezzati
STATUSIn corso

Pirelli Fabbrica Bollate: la trama del pneumatico diventa pelle architettonica e bioclimatica. Il progetto di riqualificazione del complesso manifatturiero Fabbrica Bollate di Pirelli delinea un punto di incontro tra l'identità industriale del brand e le più avanzate istanze di sostenibilità ambientale. L'intervento, focalizzato sulla palazzina uffici, non si limita a un semplice restyling, ma ridefinisce l'involucro edilizio, trasformandolo in un elemento distintivo sul piano architettonico e prestazionale.

La facciata come texture concettuale e barriera bioclimatica. Il fulcro formale e tecnologico del progetto si attesta sul prospetto rivolto verso via San Bernardo. Qui, i progettisti hanno attinto direttamente al DNA produttivo e al know-how di Pirelli, traducendo in architettura uno dei componenti strutturali del pneumatico: la tela della carcassa.nLa caratteristica struttura a trama e ordito viene così astratta e riscalata, dando vita a una controfacciata geometrica che avvolge il volume esposto a sud.

Questa pelle non assolve a una funzione puramente estetica, ma si configura come un dispositivo di schermatura solare passiva.nAttraverso una calibrata deformazione della maglia — uno stretch geometrico controllato — il disegno della facciata varia la propria densità per filtrare in modo differenziato l'irraggiamento. Il risultato è un sistema dinamico progettato per ottimizzare l'apporto di luce naturale in base alle specifiche esigenze bioclimatiche degli ambienti interni. Questa soluzione integrata prevede l'eliminazione delle schermature veneziane preesistenti, restituendo un fronte pulito e garantendo una permeabilità visiva continua tra l'involucro e il contesto urbano circostante.

Spazi interni: il paradigma dell'iper-dinamismo. L'opera di rigenerazione si estende anche all'interior design del corpo di fabbrica sul lato est, articolato su due livelli fuori terra. L'approccio progettuale per gli interni supera la tradizionale rigidità del layout direzionale a favore di ambienti smart e ultra-dinamici. Lo spazio interno è concepito come un ecosistema fluido, capace di flettere e adattarsi alle esigenze dei fruitori. La percezione fisica dei volumi e le necessità operative si fondono in un'unica dimensione spaziale, dove la fluidità interna dialoga costantemente con l'organicità della nuova architettura.

2020
APM Terminals HQ – Vado Ligure
Vado Ligure (Savona), Italia
APM Terminals HQ – Vado Ligure
Vado Ligure (Savona), Italia
2020
CLIENTFINCOSIT S.r.l.
COLLABORATORSStudio Rolla srl
TYPEPrivato
SIZE8.000 m²
PROGRAMDirezionale, industriale / Nuova costruzione
STATUSCompletato
APM Terminals HQ – Vado Ligure
Vado Ligure (Savona), Italia
2020
CLIENTFINCOSIT S.r.l.
COLLABORATORSStudio Rolla srl
TYPEPrivato
SIZE8.000 m²
PROGRAMDirezionale, industriale / Nuova costruzione
STATUSCompletato

Nuovi uffici del porto commerciale di Vado Ligure: architettura e infrastruttura si incontrano

Il nuovo edificio per gli uffici del porto commerciale di Vado Ligure è progettato per ospitare il personale addetto alla gestione delle operazioni di movimentazione delle merci. La piattaforma container, estesa per circa 705 metri di larghezza e 300 metri di profondità, accoglie parte del traffico container precedentemente concentrato nel porto di Genova. Il nuovo porto commerciale è gestito da Vado Gateway S.p.A. L'intervento è stato sviluppato da Fincosit S.r.l. in collaborazione con CIMA S.r.l. per la realizzazione delle facciate.

Il sistema portuale e il rapporto con la cittànnIl sistema portuale di Vado comprende due terminal integrati: il terminal Reefer esistente e il nuovo terminal container semiautomatizzato Vado Gateway. Inaugurato nel 2019, quest'ultimo è il primo porto semiautomatizzato in Italia, dotato di varchi e piazzali di stoccaggio automatizzati. Il complesso si caratterizza per l'integrazione tra innovazione, automazione e connessioni intermodali, con servizi che comprendono la logistica refrigerata, i carichi speciali, il trasporto Ro-Ro e il trasporto intermodale.

Un nuovo collegamento ferroviario per entrambi i terminal, costituito da quattro binari per una lunghezza di 450 metri, assicura un rapido accesso ai mercati dell'Europa centrale e settentrionale, tra cui Svizzera, Germania e Francia, oltre alle regioni del Nord Italia. L'infrastruttura può gestire fino a 14 treni al giorno. Il complesso è inoltre accessibile attraverso 14 corsie di ingresso reversibili, con tempi di attraversamento per gli automezzi di circa 30 minuti grazie a un sistema di appuntamenti integrato con il Terminal Operating System.

Targhe e numeri dei container vengono registrati mediante riconoscimento ottico dei caratteri (OCR); una volta completata la documentazione richiesta, l'accesso alle aree operative è autorizzato automaticamente.nL'edificio direzionale, soggetto al regime dell'Autorità Portuale, assume il ruolo di vera e propria porta di accesso tra la città e la piattaforma container: costituisce l'elemento di interfaccia tra lo spazio urbano e le aree destinate alla movimentazione delle merci.

Organizzazione funzionale e identità architettonicannL'edificio, con una superficie costruita di 6.000 m² e uno sviluppo di circa 130 × 20 metri, presenta un piano terra alto 14 metri. Sul lato più vicino alla scogliera si trova l'officina per la riparazione dei mezzi pesanti; sul lato opposto, una sequenza di colonne scandisce gli accessi alla piattaforma, accogliendo 16 varchi destinati al transito dei camion.

Oltre all'officina, il complesso ospita la sala di controllo della movimentazione dei container, gli uffici principali, gli spogliatoi per circa 600 operatori della piattaforma e una mensa con una capienza fino a circa 150 persone. La varietà delle funzioni ha richiesto un lavoro progettuale volto a conferire all'edificio un'identità riconoscibile e coerente con le attività che vi si svolgono.

Una sezione curva riunisce le diverse funzioni e ne rende leggibile l'articolazione: al piano terra il volume dell'officina, con la facciata in calcestruzzo armato e i varchi per i camion, ritmati dalla sequenza delle colonne; al primo piano il corpo principale dell'edificio, caratterizzato da una forma che richiama quella di una nave. La distribuzione delle masse semplifica e armonizza i volumi, mantenendo chiaramente riconoscibile l'idea originaria dell'edificio come porta d'accesso al porto

Struttura, materiali e soluzioni costruttivennLa struttura in calcestruzzo armato, sviluppata con il contributo ingegneristico di S.t.i.m.a., risponde alla complessa organizzazione volumetrica. Le colonne, alte 14 metri e con diametro di 60 centimetri, sono realizzate mediante tubi d'acciaio utilizzati come casseri a perdere per il getto in calcestruzzo armato.

Il volume dell'officina, insieme al blocco scala, costituisce un grande elemento di irrigidimento strutturale, mentre i solai sono realizzati con piastre nervate e una luce unica di 20 metri. La facciata ventilata è rivestita con pannelli compositi in alluminio bianco, favorendo l'aerazione dell'intercapedine e contribuendo alla protezione dell'involucro dagli agenti atmosferici e dai fenomeni di degrado, in un sito esposto a condizioni climatiche severe.








